PREMIO ITALIA MEDIEVALE 2006
Piero Leonardi & Ensemble Medievale “Pricipio di Virtù ” Presentano
Viaggio nella Divina Commedia
PARADISO

LA DIVINA COMMEDIA, IN TRE SUGGESTIVI MOMENTI DI LEZIONE - CONCERTO
 
Mercoledì 12 Marzo 08, ore 10.00
Biglietto €. 6,00
Prenotazioni entro il 30.11.2007
 
Piero Leonardi : fine dicitore
Katia Zunino : arpa medievale, troubadur, arpa celtica, voce
Paolo Lova : liuto medievale, oud arabo, saze, chitarra moresca, quinterna, kometra egiziana
Massimiliano R.F. Andreo : voce, darabuka, bendir, tamorra, rigg, bendir con bordoniera in rame.
 
Durata 60 minuti circa
Pubblico dai 13 anni in su

Il TERZO canto è ambientato nel primo Cielo della Luna, e qui avviene il primo incontro tra Dante ed i beati: le anime che lo popolano sono quelle di coloro che in vita mancarono ai voti, le uniche che ancora mostrano parvenze umane. Appaiono diafane ed evanescenti, come immagini riflesse da vetri trasparenti e tersi. Tutto il canto è pervaso da una profondissima dolcezza, che si identifica nella figura femminile che lo domina: lo spirito di Piccarda Donati che, monaca di Santa Chiara, fu strappata dal convento dal fratello Corso che la costrinse al matrimonio per interessi politici. Naturalmente non c’è nelle sue parole alcun rancore verso quegli uomini che le usarono violenza, ma un tacito compianto per loro. Le sue parole, e la sua indole riservata e gentile, ricreano quell’atmosfera percepibile in alcuni passi del Purgatorio, in cui le anime penitenti tornano con la memoria al mondo che lasciarono; ascoltando Piccarda si ricorda la dolce immagine femminile di Pia De’ Tolomei nel V canto del Purgatorio.
 
Il DICIASSETTESIMO canto, coi due che lo precedono e quello che lo segue, è dominato dalla figura di Cacciaguida, trisavolo di Dante, ed in questo più che negli altri troviamo copiose le note biografiche del poeta, che rivela qui la grande forza della sua volontà e fermezza nella lotta per raggiungere più alti ideali. Siamo nel quinto Cielo di Marte, popolato dagli spiriti militanti per la Fede, e la sua centralità nella terza cantica ed in tutta la Commedia è evidente, infatti vi viene sottolineato il destino di salvezza di Dante. L’incontro con Cacciaguida è dominato dal suo carattere profetico, dove tutte le profezie spesso oscure o molto vaghe che il Pellegrino dell’Aldilà ha ascoltato ed a lui indirizzate trovano un chiarimento definitivo.
 
Siamo giunti alla fine del viaggio e del poema sacro, gli ultimi canti come questo TRENTATREESIMO hanno come scenario l’Empireo, lo spazio infinito ed immobile, la vera sede di Dio. Nel XXXI anche Beatrice, la guida che ha accompagnato Dante dopo Virgilio, aveva lasciato il poeta per tornare nella Candida Rosa donde era venuta per salvarlo, ed il Pellegrino sarà accompagnato negli ultimi momenti, i più alti e spirituali, dall’ultima guida, San Bernardo, simbolo della contemplazione, monaco asceta e devotissimo alla Vergine, attraverso la quale l’uomo può giungere alla visione di Dio. Il canto si apre con la preghiera che il mistico frate eleva alla Madonna, l’invocazione più alta di tutto il poema.
Conclusa la Santa orazione, Dante penetra i misteri che l’uomo non può comprendere: sostanze ed accidenti fusi insieme, la forma prima del vincolo d’Amore, la Trinità, infine un fulgore nel quale la verità gli viene rivelata; a questo punto la sua mente, sublimata, non può percepire oltre, ma la sua volontà è ormai conforme al suo volere.